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lunedì 25 marzo 2013

IL CASO NON ESISTE....

La mia miciona

Perché la mia bambina Aya Sofia....
Perché ora che Stefania Caterina ha pubblicato sul suo sito una sua esperienza vissuta anni fa;e di cui me ne aveva reso partecipe...ora posso testimoniare anche la mia di esperienza...anzi di Aya.
Anni fa,quando ad Aya si presentava il suo angelo custode"ANCELE",una mattina mi guardò "trasfigurata" e mi disse con occhi luminescenti.... :"Papà...ho fatto un sogno bellissimo... eravamo io e te in un posto stupendo,su di una canoa con il simbolo di "ANCELE",i pesci venivano a salutarci,poi siamo andati a riva e siamo saliti sul dorso di una balena e volavamo da una parte all'altra del lago sopra di lei..." ed altre fantastiche cose..."un'altra volta sempre "ANCELE" gli ha mostrato le navi dei fratelli fedeli.... insomma ha avuto la "GRAZIA" di parlare  con lui e vederlo il suo ANGELO.
Se non fosse,che mia figlia Aya non conosca Stefania,ne Stefania Aya,se non per mezzo mio e del rapporto di amicizia e fratellanza che ci lega con lei e Padre Tomislav.
Io ad Aya non avevo mai parlato di tutto ciò,se non fino poco tempo fa di tutte queste cose... le serbavo nel mio cuore.
Vi invito a leggere allora un'esperienza di Stefania Caterina assieme a San Francesco....poi ognuno tragga le sue conclusioni....

Dal messaggio di Padre Tomislav 
http://www.versolanuovacreazione.it/?p=4190#more-4190

Con San Francesco sul pianeta nuovo

Era la notte fra il 3 e il 4 ottobre 2009, vigilia della festa di S. Francesco d’Assisi, un santo a me particolarmente caro che è anche patrono del mio Paese, l’Italia. Erano circa le tre e mi sono svegliata. Sentivo la pace e la gioia in me. Così ho iniziato a pregare, invocando soprattutto San Francesco. Ad un tratto mi sono trovata in spirito su di un pianeta bellissimo. Avevo la certezza che non si trattasse semplicemente di un luogo a me sconosciuto, ma di una realtà totalmente nuova, inviolata. Pareva che Dio lo avesse appena creato, tanto che mi è venuto in mente di chiamare quel luogo “il pianeta nuovo”.
Accanto a me è comparso San Francesco, vestito come lo vedo di solito, cioè con un umile saio. Stavamo vicini su di una altura dalla quale si vedeva un panorama stupendo e un orizzonte infinito. San Francesco mi indicava con la mano il paesaggio dicendomi: “Adesso conoscerai questo luogo, preparato per l’umanità nuova, redenta dal sangue di Cristo e unita a lui. Così sarà trasformata tutta la creazione”. Ci siamo addentrati nella natura che ci circondava. Camminavamo fianco a fianco, avvolti in un grande silenzio. San Francesco mi sorrideva senza parlare; ad un certo punto, mi ha detto di proseguire da sola perché il suo compito era finito. Ora toccava a me entrare in un rapporto vivo con l’ambiente circostante.
Proseguivo addentrandomi nella meraviglia che si apriva davanti a me: boschi immensi e profumati, ampie pianure, colline e montagne. Osservavo la natura rigogliosa, stupenda, incontaminata. Vedevo ovunque sgorgare un’acqua limpida e cristallina; incontravo continuamente laghi, fiumi e cascate. Attraversavo prati verdissimi, e i fiori si aprivano al mio passaggio, come se sbocciassero all’istante. Capivo che in questo modo la natura mi dava il benvenuto; percepivo un’assoluta armonia fra me ed il creato, come se ci comprendessimo a vicenda, e conoscessimo i bisogni l’una dell’altra.  Non so spiegarlo a parole meglio di così.
Lo stesso accadeva con gli animali che mi venivano incontro sempre più numerosi. Molti di loro erano simili a quelli della Terra, altri no. Vedevo cavalli, orsi, cani, simili ai nostri ma molto più belli e armoniosi. Ad un tratto si è avvicinato un branco di lupi; più che lupi sembravano cani docili, non incutevano alcun timore. Ci osservavamo a vicenda, ed io percepivo con assoluta chiarezza ciò che volevano farmi capire, anche se privi di parola. Infatti, col muso spingevano davanti a me i loro cuccioli perché li benedicessi; sapevo che desideravano la mia benedizione. Una forza ed una felicità immense mi riempivano, mentre accarezzavo e benedicevo quegli animali bellissimi. I loro grandi occhi esprimevano affetto e riconoscenza. Non dimenticherò mai questa scena, che si è profondamente impressa nel mio cuore.
Gli spazi  erano veramente immensi, tanto che mi chiedevo se sarei mai riuscita ad esplorarli. Ed ecco avvicinarsi un meraviglioso cavallo bianco; si inginocchiava davanti a me e mi faceva capire che potevo salire su di lui ed essere portata e così ho fatto. Mi portava dolcemente, senza scossoni, eravamo felici di stare insieme. Siamo arrivati ad un grande lago e sono scesa dal cavallo dopo averlo ringraziato e benedetto. Avvicinandomi sulla riva del lago, vedevo i pesci guizzare fuori dall’acqua; la cosa strana e diversa dalla Terra era che questi pesci potevano stare indifferentemente dentro e fuori dall’acqua. Un grosso pesce, simile ad una balenottera, si è adagiato sulla riva accanto a me e mi ha fatto intendere che potevo sedere sul suo dorso; così ho fatto e grazie a lui ho attraversato in lungo e in largo il lago che mi è parso enorme. Un grande fiume, ricco di acque limpide, sfociava nel lago. Abbiamo il suo corso fino alla sorgente.
Mi sono ritrovata poi in un vasto prato, pieno di alberi da frutto sconosciuti. Non ne avevo mai visti di simili. Nessun albero era uguale all’altro, ognuno aveva un’altezza diversa e frutti diversi per grandezza e colore. Volevo assaggiare questi frutti; alcuni erano alla mia portata, altri no, non arrivavo ad afferrarli. E così fra i rami si è presentata un piccola scimmia, simile a quelle della Terra. Mi ha portato i suoi cuccioli. Li ho accarezzati e benedetti come al solito. Poi la scimmia è salita rapidamente su diversi alberi, ha raccolto vari frutti e me li ha portati. Li ho assaggiati; il loro sapore era per me completamente nuovo, non potevo paragonarlo a quello di nessun frutto che conosco. Mi dava un tale senso di sazietà che mi pareva di non aver più bisogno di altro, non provavo più né fame né sete. Ma la cosa più straordinaria era che là dove era stato tolto un frutto, subito ne cresceva un altro; la pianta sostituiva immediatamente il frutto raccolto con uno nuovo. Che natura generosa! Non ho potuto fare a meno di pensare alla fatica dei nostri agricoltori per raccogliere i frutti della terra, la loro lotta contro le calamità naturali. Che rapporto difficile fra l’uomo della Terra e la natura! Poi ho assaggiato quell’acqua così limpida che scorreva ovunque. Sembrava un cristallo e aveva un sapore diverso da quello della nostra acqua; oltre a dissetare all’istante mi dava la sensazione che mi risanasse dentro.
Quello che mi è rimasto impresso della natura di questo pianeta, è la straordinaria bellezza e l’armonia di ogni creatura: piante, animali, acque, ecc. Non ho visto nuvole, né incontrato piogge o tempeste. Tutto calmo, tutto sereno, ogni cosa a suo posto. Sembrava che ogni creatura fosse pronta a venirmi incontro per aiutarmi e per ricever aiuto, come quegli animali che volevano la mia benedizione per i loro cuccioli. Un scambio reciproco di pace e di tenerezza. Ve lo assicuro, ciò che ho visto è davvero indimenticabile.
Ancora una cosa mi ha colpito: non ho visto il mare, come se non esistesse. San Raffaele mi ha in seguito spiegato che il mare è insidioso, misterioso, non si conosce mai ciò che racchiude in sé. È simile al cuore dell’uomo della Terra. Nella nuova creazione, invece, la natura sarà rinnovata e trasfigurata come l’uomo. Non ci saranno più insidie né segreti spaventosi, sarà un libro aperto che l’uomo potrà leggere fino in fondo.
Poi l’esperienza è finita e mi sono ritrovata di nuovo nella mia stanza. Il giorno dopo, ho continuato a riflettere sull’esperienza vissuta nella notte, ed ho pregato per ringraziare e ricevere luce.

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